
sabato, 23 aprile 2005
La leggenda della fata Morgana
La leggenda racconta che, nelle giornate di cielo sereno,
la Fata Morgana si affacci dalle acque dello Stretto di Messina
e faccia rimbalzare tre sassi sulla distesa azzurra,
facendo apparire figure di palazzi e foreste.
Il mito la vuole potentissima maga,
abile a stupire i siciliani facendo apparire immagini illusorie sul mare.
In realtà, non ci sarebbe nulla di magico,consisterebbe in un fenomeno visivo
che si verifica, in particolari condizioni atmosferiche. Un'illusione ottica dovuta
ad un'inversione di temperatura negli strati bassi dell'atmosfera, quelli che sono
a contatto con il mare, soprattutto nelle prime ore del mattino, quando il cielo è più terso,
a causa della diversa densità dell'aria, dalla sponda è possibile vedere le immagini
della città costiera riflesse e persino moltiplicate dal mare, trasformato in un immenso specchio.
Eppure, nonostante le cause scientifiche del fenomeno, in Calabria e Sicilia
la magica città sulle acque, unica al mondo perché visibile da due diverse sponde,
Reggio e Messina, è tramandata da secoli come il castello della Fata Morgana la sorella
del bretone re Artù, che, accompagnato il sovrano sulle pendici dell'Etna, si innamorò
della Sicilia al punto di stabilire nelle acque dello Stretto la sua residenza.
Vittima di questa malia, secondo le leggende isolane, fu un re dei barbari sulla via
della conquista della Penisola. Si racconta che il barbaro, arrivato a Reggio Calabria,
progettasse l'invasione della vicina Sicilia ma non possedesse imbarcazioni per raggiungere
la terra bramata. Ad offrirgli un ingannevole aiuto fu proprio Morgana, che con un cenno
disegnò la costa siciliana a due passi dalla costa reggina dove si trovava il re dei barbari.
Questi, ebbro di conquista, si lanciò verso le case e le spiagge assolate che vedeva
vicinissime e affogò.
Andò meglio a Ruggero il Normanno, il sovrano era stato scelto dai siciliani per prendere
il comando della guerra che avrebbe sciolto l'isola dall'egemonia degli arabi,
che ne avevano fatto una terra musulmana. Ruggero aveva accettato l'impresa,
ma non disponeva di un esercito abbastanza numeroso. Anche stavolta Morgana volle aiutare
lo straniero, materializzando sullo Stretto, un esercito invincibile e un cocchio pronto
a traghettare Ruggero in Sicilia. Il normanno, però, rifiutò l'offerta perché, fervido credente,
voleva liberare l'isola con il solo aiuto del Dio cristiano a cui si affidava.
L'epilogo della fiaba è nella storia. Nel 1061 Ruggero sbarcò a Messina e iniziò
la decennale guerra contro gli Arabi liberando la Sicilia e facendone una prosperosa terra cristiana.

Buon Week-end a tutti!
Piccoli Pensieri sussurati alle
mercoledì, 20 aprile 2005
"Non ricordiamo più il linguaggio dei bambini,
ed ecco perché non rammentiamo che possiamo essere tanto grandi
quanto i nostri sogni. Ma il tuo cuore è libero,
e se hai il coraggio di ascoltarlo, vedrai con i veri occhi.
Percepirai la verità universale che può soltanto essere racchiusa
nella canzone del colibrì, o della pioggia gentile che sfiora
i petali della rosa, o nel frangersi di un onda."
da "Il guardiano del faro" S. Bambaren

Piccoli Pensieri sussurati alle
Piccoli Pensieri sussurati alle
martedì, 19 aprile 2005
Un giorno volevo descrivere il dolore che provai nel veder tagliare gli alberi
di un giardino, ma ci riuscì meglio un bambino in sole poche righe.
Una volta volevo rendere la bellezza della neve caduta sulla terra,
ma ci riuscì meglio un bambino che abitava sulle montagne.
Un giorno cercai di tradurre in parole il pianto del fiume inquinato,
ma le parole più giuste furono quelle di un bambino che abitava sul fiume.
Una sera cercai di scrivere una poesia per un cielo di stelle,
ma l'aveva già scritta un bambino che guardava sempre il cielo.
Una volta piansi per la cattiveria e le ingiustizie del mondo,
ma le lacrime più vere furono quelle di un bambino.
Le parole di quei bambini, i loro sogni, i loro pensieri sono messaggi di verità:
li affido agli abitanti della terra, spesso stanca e malata,
affinché sappiano trarne un insegnamento.
Romano Battaglia
"Serenata al mondo"

Piccoli Pensieri sussurati alle
sabato, 16 aprile 2005

Sereno Week-end a tutti!
Piccoli Pensieri sussurati alle
martedì, 12 aprile 2005
L'inverno,a quanto pare,
non vuol saperne di lasciare il suo posto
alla primavera....e nell'attesa
che ritorni presto a rallegrarci
con il suo tepore e il profumo dei suoi
fuori, voglio regalarvi
questa leggenda della Russia.
La fata Primavera non vuole porre fine all'inverno:
agli uccelli confessa di non voler abbandonare Snegurocka,
la figlia avuta dal vecchio Inverno. Iarilo, il sole, condanna per gelosia
la bimba a morire se mai si innamorerà di un uomo.
Inverno teme che il Sole infonda sentimenti d'amore nel cuore della figlia,
tali da fondere il suo cuore fatto di ghiaccio. Per evitarlo,
la nasconde nella casa di un contadino che abita all'entrata del villaggio dello zar Berendej.
Lasciata dunque la foresta dove viveva sola, Snegurocka si trasferisce nella nuova casa,
ma non è felice e per distrarla Kupava, la sua migliore amica,
la invita alle proprie nozze e le presenta Mizguir, il fidanzato.
Questi si invaghisce subito di Snegurocka e abbandona Kupava, che si rivolge allo zar
per averne protezione. Berendej interroga la figlia dell'Inverno,
che risponde di non amare nessuno,e, non sapendo come conciliare le due giovani donne,
le invita alla festa di propiziazione della fine dell'inverno.
Durante la festa la fanciulla di neve resta immobile immersa nella sua tristezza glaciale;
Kupava invece accetta l'amore di un pastore che desidera sposarla.
A sera Mizguir confessa il suo amore alla figlia di Primavera che ne resta colpita,
tanto da tornare nei boschi a supplicare la madre di farle dono dei sentimenti d'amore.
La fata Primavera appare portando una ghirlanda di fiori per la figlia:
la giovane sente mutare dentro di sé qualcosa e va incontro a Mizguir.
Un sentimento nuovo, un'emozione mai provata prima, spinge la fanciulla ad accettare
la proposta di matrimonio. Sulle nozze che si stanno per celebrare Mizguir
invoca la benedizione dello zar, ma un raggio di sole, simbolo dell'amore,
colpisce la fanciulla che, sciogliendosi, scompare. Il giovane disperato
e affranto dal dolore si getta nel lago. Dissoltasi la figlia del gelido Inverno,
il sole ricomincia a splendere.

Piccoli Pensieri sussurati alle
sabato, 02 aprile 2005
Piccoli Pensieri sussurati alle
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